Aumentare traffico sito web: una guida

Il sito web è un pezzo importante della presenza online di una persona freelance. Chiedersi come aumentare le visite al sito web è più che legittimo. Quando investiamo nel nostro sito lo facciamo perché vogliamo che ci porti clienti, ci dia visibilità e, soprattutto, ci alleggerisca un po’ dal lavoro costante di presidiare i nostri canali digitali per esserci sempre, pena l’essere dimenticate dal nostro target. 

Ma cosa puoi fare per portare persone interessate sul tuo sito?

Come aumentare il traffico del sito web

Aumentare il traffico del sito web non è qualcosa che possiamo fare con la bacchetta magica. 
Se il sito è già online abbiamo del lavoro preliminare da fare per capire quale sia la situazione di partenza e quali siano i margini di miglioramento.

Per prima cosa dobbiamo eseguire un audit seo per capire quale sia il profilo tecnico del sito e se ci sono problemi su cui intervenire.

Quando eseguo un audit seo, associo sempre un content audit, un analisi tecnica del contenuto, perché aspetto tecnico e contenutistico sono legati a doppio filo.

Senza sapere quale sia il punto di partenza, andremo poco lontano. 

Per aumentare visite sito web ci vuole strategia, non solo una buona keyword research. Il posizionamento organico sui motori di ricerca dipende da molti fattori, tra cui le performance di caricamento, la struttura del sito web, la distribuzione delle keyword importanti per il progetto e la qualità dei contenuti.

Come dare visibilità al proprio sito: cura le performance

Un aspetto trascurato nella maggior parte dei casi è quello delle performance tecniche del sito.

Come fai a dare visibilità al tuo sito se questo carica lentamente ed è difficile da usare?

È molto difficile che Google premi siti web lenti.

Cosa puoi fare?

1. Scegli un buon hosting

Tutto parte dall’hosting, che è un elemento su cui non puoi risparmiare. L’hosting è lo spazio su cui andrai a costruire il tuo sito web e deve avere delle ottime performance.

Navigando su internet, troverai molte società che offrono servizi di hosting per vari tipi di siti web. Alcune di queste forniranno pacchetti già personalizzati e pronti all’uso per i CMS più comuni come WordPress, Joomla, Prestashop e altri ancora.

Il mio consiglio è questo: non sottovalutare l’importanza di scegliere il giusto provider di hosting! Acquistare il servizio dal primo che incontri potrebbe causarti problemi non solo in termini di velocità, ma anche di sicurezza. Non limitarti a considerare solo il prezzo, perché si tratta di un vero e proprio investimento per la tua attività, indipendentemente dalle sue dimensioni.

Solitamente, le offerte si dividono in hosting condiviso, ovvero un ambiente in cui vari siti web condividono le risorse del server, che ha un costo generalmente contenuto; oppure in hosting dedicato, che ti consente di avere tutte le risorse del server a tua completa disposizione. Ovviamente, la seconda opzione è più performante ma anche più costosa.

Se vuoi rimanere su un budget più contenuto, puoi optare per un hosting condiviso con unità SSD, che di base è più veloce rispetto a uno con unità hard disk.

L’ultimo, ma non meno importante, criterio di valutazione riguarda il servizio clienti. Assicurati di acquistare il servizio da un fornitore che offre assistenza tecnica di qualità, sia tramite il web che telefonicamente, garantendo tempi di risposta rapidi.

Se il tuo provider non ti convince, non ti preoccupare, puoi spostare il tuo sito in qualsiasi momento da un hosting all’altro.

Ovviamente, un sito vetrina e un e-commerce hanno bisogno di servizi diversi, di solito questi ultimi necessitano di molta più potenza, perché sono più grandi, hanno più risorse e devono avere server più potenti per caricare velocemente.

2. Elimina i contenuti inutili

Ti è mai capitato di imbatterti in un sito web con un design grafico accattivante e numerose animazioni? Sicuramente sì. Le animazioni e la grafica possono svolgere un ruolo importante all’interno di un sito web, ma è fondamentale non esagerare. Ogni volta che si aggiunge un’animazione, viene inserito nel codice un nuovo pezzo di script, quindi molte animazioni comportano necessariamente un eccesso di codice che appesantisce il sito web. Il risultato? Un sito web lento e con tempi di caricamento prolungati per i contenuti.

Utilizza solo contenuti grafici che aggiungano valore al tuo sito, evitando di sovraccaricarlo con script superflui.

Una pagina più leggera, con meno codice, si caricherà più rapidamente e ne beneficeranno sia il tuo blog che il tuo negozio online. Eliminando gli elementi inutili e ottimizzando il sito, offrirai agli utenti un’esperienza più fluida e piacevole.

Ma anche le pagine del tuo sito vanno revisionate e quelle inutili tolte. Il blog, che tende a crescere nel tempo, a volte può sfuggire di mano, popolandosi di contenuti che non sono utili agli scopi del sito web. Un audit allo scopo di ripulire il blog dai rami secchi è quello che ci vuole per ridare un po’ di vita al tuo sito.

3. Ottimizza la cache

Una gestione ottimale della cache è fondamentale per migliorare le performance di un sito web. Le cache sono delle copie temporanee di contenuti e risorse che vengono salvate su dispositivi locali o server, permettendo di accedere più rapidamente ai dati senza doverli richiedere nuovamente al server.

Esistono tre tipi principali di caching: cache lato server, cache del browser e cache di Google. La cache lato server memorizza temporaneamente risposte a richieste e contenuti generati dinamicamente sull’infrastruttura del server, aiutando a ridurre i tempi di caricamento delle pagine. È possibile definire tempi di cache diversi per i vari file presenti sul sito, consentendo un controllo più preciso sulle impostazioni di memorizzazione.

La cache del browser opera a livello del singolo visitatore, memorizzando risorse statiche come immagini e CSS per recuperarle rapidamente nelle visite successive. Anche se non si ha il controllo completo sul comportamento del browser, è possibile influenzare la cache attraverso le impostazioni del server.

Google, come motore di ricerca, crea una versione cache delle pagine web indicizzate. Questa cache è utile in caso di problemi di accesso al sito originale e consente di presentare rapidamente i risultati di ricerca agli utenti. Una cattiva gestione della cache potrebbe influenzare negativamente il posizionamento nei risultati di ricerca.

Per ottimizzare la cache del sito, esistono diversi metodi e strumenti, tra cui plugin e moduli per i CMS come WordPress e configurazioni a livello di server utilizzando strumenti come Varnish o Nginx.

Inoltre, è possibile utilizzare metatag e intestazioni HTTP per impedire la memorizzazione in cache quando necessario, soprattutto per contenuti dinamici o sensibili.

4. Ottimizza le risorse

Spesso, quando carichiamo contenuti all’interno del sito, come articoli del blog o prodotti, tendiamo a trascurare le dimensioni delle immagini. Queste possono avere un impatto significativo sulla velocità di caricamento della pagina, per questo bisogna comprimerle prima di inserirle. Esistono numerosi strumenti online gratuiti che consentono di comprimere le immagini senza comprometterne la qualità. Uno dei più efficaci e popolari è Compressor.io.

Anche se le immagini sono state compresse, potrebbero ancora risultare molto più grandi in termini di pixel rispetto al contenitore in cui vengono inserite, il ridimensionamento può aiutare notevolmente a ridurre il peso complessivo dell’immagine.

Per quanto riguarda i file, esistono plugin che nelle loro funzionalità più avanzate, consentono di minimizzare e comprimere i file HTML, CSS e JavaScript, contribuendo a ridurre il peso totale delle risorse del sito. Questa pratica è particolarmente utile per ottimizzare le prestazioni del tuo sito e garantire un’esperienza utente più veloce e fluida.

5. Rimanda le risorse di blocco della visualizzazione

Il Blocco delle Visualizzazioni si riferisce a file come JavaScript e CSS che vengono inseriti nell’header di un sito web, interrompendo il caricamento del codice HTML. Ciò accade perché il browser legge il contenuto del sito dall’alto verso il basso quando il visitatore lo apre. Di conseguenza, tutte le risorse inserite prima del contenuto HTML principale vengono caricate per prime, rallentando il caricamento delle informazioni importanti.

Ma come possiamo individuare queste risorse nel nostro sito e come possiamo eliminarle?

Per scoprire quali sono queste risorse all’interno del tuo sito, puoi utilizzare alcuni strumenti di analisi come PageSpeed Insights di Google e GTmetrix. Basta aprire uno dei due strumenti, incollare l’URL del tuo sito web e attendere qualche secondo. Lo strumento analizzerà tutti i problemi che potrebbero rallentare il tuo sito, tra cui queste risorse che causano il Blocco delle Visualizzazioni.

Per risolvere questo problema, puoi agire manualmente o utilizzare plugin specifici. Se desideri farlo manualmente, dovrai ritardare il caricamento di queste risorse, in modo che vengano caricate dopo i contenuti più importanti. Alcuni plugin come W3 Total Cache offrono funzioni per gestire il caricamento delle risorse in modo più ordinato.

In alternativa, ci sono plugin appositi come Autoptimize + Async JavaScript che possono gestire questo processo in modo automatico, rendendo il lavoro più semplice.

Il punteggio dipende da numerosi fattori e l’importante è testare la velocità del tuo sito da vari dispositivi e browser. L’obiettivo principale è migliorare la velocità del tuo sito per offrire agli utenti un’esperienza di navigazione più piacevole e fluida.

Gruppo di persone in riunione che commentano dei dati
Foto di Christina Morillo

Ottimizza la struttura del sito

La struttura del sito gioca un ruolo centrale per il posizionamento di un sito web sui motori di ricerca.

Si pensa che la struttura di un sito sia: Homepage, pagina chi sono, servizi, contatti e volendo un blog.

Corretto, ma c’è molto di più. 

La struttura è composta della gerarchia dei contenuti, della disposizione delle keyword nel progetto e, soprattutto, della connessione interna tra tutte le parti del sito: la navigazione interna.

Dell’architettura dell’informazione e della conseguente struttura del sito web se ne occupano webmaster e seo-specialist.

Quando parliamo di ottimizzazione della struttura, intendiamo la corretta gestione di tutte le risorse che andranno a popolare il dominio che stiamo progettando. Per aumentare traffico sito web dobbiamo creare un ambiente accogliente, facile da navigare, in cui le persone possano trovare facilmente quello che stanno cercando.

Esistono diversi modelli di struttura che possiamo adottare, ognuno ha pro e contro, come tutto. 
Ma perché dobbiamo ottimizzare l’alberatura del nostro sito web?

La struttura di un sito web è l’organizzazione ordinata delle pagine all’interno di un sito internet. Durante la sua creazione, vengono sviluppati elementi come il menu con le categorie, i tag, gli articoli e altro, collegati tra loro secondo una gerarchia ben definita.

Ma in cosa consiste esattamente la struttura di un sito web?

In termini tecnici, l’architettura di un sito web è la modalità secondo cui tutti i contenuti delle pagine sono organizzati e suddivisi secondo una logica ben precisa. Questa organizzazione assume spesso la forma di un diagramma ad albero, con l’homepage in cima. Dalla homepage, è possibile accedere agli altri contenuti inferiori, come pagine, categorie, sottocategorie, prodotti e articoli.

Creare un’alberatura efficiente è di vitale importanza, non solo per migliorare l’esperienza dell’utente, ma anche per agevolare il processo di indicizzazione sui motori di ricerca.

Una struttura confusa e poco chiara potrebbe risultare in un’esperienza negativa per gli utenti, che, trovandosi a navigare in modo difficoltoso, potrebbero abbandonare il sito in cerca di informazioni altrove. Anche ai fini della SEO, un sito con una struttura disorganizzata potrebbe creare problemi, visto che i motori di ricerca potrebbero avere difficoltà a scansionare i contenuti, influenzando negativamente il posizionamento del sito e delle sue pagine.

In particolare, nel campo dell’ottimizzazione per i motori di ricerca, un parametro fondamentale per una buona architettura è rappresentato dai breadcrumbs, ma cosa sono?

I breadcrumbs, noti anche come “briciole di pane”, sono indicatori posizionati nella parte superiore delle pagine web che aiutano i visitatori a tenere traccia della loro posizione all’interno del sito e a comprendere la loro distanza dalla homepage.

Ti starai chiedendo: “Cosa c’entrano le briciole di pane con la struttura del sito web?”. In realtà, questi percorsi testuali sono utili per comprendere la gerarchia del sito sia per gli utenti che per i motori di ricerca. Partendo dall’ultima briciola, è possibile risalire passo dopo passo alle categorie superiori fino ad arrivare alla homepage, evitando così di perdersi tra le varie pagine del sito.

La loro importanza è tale che spesso questi percorsi vengono visualizzati direttamente nei risultati di ricerca (SERP) come rich snippet. Pertanto, è fondamentale crearli con attenzione e logica.

I breadcrumbs sono indicatori importanti che Google tiene in considerazione, ma esistono altri elementi altrettanto rilevanti.

Un altro parametro nella fase di costruzione e ottimizzazione del sito web è la strategia di internal linking, che insieme ai breadcrumb favorisce la costruzione di un’architettura vincente. Il numero e la qualità dei link in entrata, le anchor text utilizzate e la loro coerenza sia nei testi di ancoraggio che nelle pagine, sono fondamentali per raggiungere gli obiettivi SEO e creare una struttura di sito web che soddisfi le esigenze degli utenti.

Aumentare il traffico del sito web: la scelta della struttura

Esistono diversi tipi di struttura tra cui scegliere. Non ce n’è una migliore di un’altra, molto dipende dagli obiettivi del sito e dal budget.

Struttura ad Albero

La struttura ad albero è la più comune ed è facilmente comprensibile sia per gli utenti che per i motori di ricerca. In questo modello, la pagina principale occupa la parte superiore dell’architettura del sito e si dirama in categorie principali che, a loro volta, contengono sottocategorie e prodotti. Questa struttura è ideale per i blog e per siti con topic ben definiti o che si espanderanno nel tempo.

Struttura Sequenziale

La struttura sequenziale o lineare, è quella in cui l’utente deve seguire un percorso di pagina in pagina senza una gerarchia definita. Questo modello è adatto a siti più semplici e lineari, come i funnel di vendita o le landing page di campagne pubblicitarie, dove è importante guidare gli utenti in un percorso specifico.

Struttura a Matrice

Simile alla struttura sequenziale, ma con la differenza che sfrutta collegamenti interni per consentire agli utenti di trovare informazioni in modo immediato. Un esempio famoso di questo tipo di architettura è Wikipedia, che permette di accedere a una vasta quantità di informazioni utili per approfondire vari argomenti, lasciando all’utente la libertà di cliccare sui link o meno.

Modello Database

A differenza degli altri, questo modello si sviluppa dal basso verso l’alto, richiedendo particolare attenzione sia alla codifica che ai metadati per offrire un database ricercabile agli utenti. Questa struttura è ideale per siti che necessitano di un sistema di ricerca avanzato e di un accesso diretto a informazioni specifiche.

Un sito web ben strutturato ha maggiori possibilità di posizionarsi bene nei risultati organici, perché è facilmente navigabile dagli utenti e scansionabile dai motori di ricerca.

Portare traffico al sito con le keyword giuste

Prima di capire come selezionare le parole chiave, è necessario capire cosa siano.

Il termine keyword si riferisce a una parola utilizzata nelle query di ricerca del tuo target, che rappresenta un intento di ricerca o una necessità espressa attraverso una combinazione di parole.

In realtà, un gruppo di più parole chiave dovrebbe formare una keyphrase, ovvero un’esigenza espressa attraverso una combinazione più articolata, una vera e propria frase di ricerca.

È un errore considerare le keyword come semplici parole. Oggi Google è in grado di comprendere il significato di un termine, e per questo si parla sempre più di SEO semantica. È essenziale fare una ricerca delle keyword per capire ciò che le persone desiderano realmente, non solo quali parole digitano.

Esistono diverse tipologie di keyword, ciascuna con un intento di ricerca specifico:

  • Transazionali: Riguardano l’aspetto delle conversioni online e sono legate all’acquisto. Le persone fanno ricerche in cerca di prodotti o servizi da acquistare.
  • Commerciali o Transazionali: Si riferiscono a ricerche che coinvolgono informazioni correlate all’acquisto, come orari di apertura, taglie, opinioni, recensioni e altri dettagli utili per prendere decisioni d’acquisto.
  • Informazionali: Rappresentano la maggior parte delle ricerche sul web, dove le persone cercano informazioni, notizie, idee e risposte su vari argomenti.
  • Navigazionali o Branded Keyword: Riguardano le ricerche contenenti il nome del tuo brand. Le persone cercano direttamente il tuo sito o informazioni specifiche su di esso.
  • Locali: Sono le keyword che includono riferimenti geografici. Le persone cercano informazioni specifiche su un luogo o su servizi locali. Queste parole chiave sono alla base delle strategie di Local SEO.

Per scegliere le parole chiave migliori per il tuo progetto devi tenere presenti alcuni parametri:

  • Volume di Ricerca,
  • Costo per Click (CPC), se hai intenzione di investire in ADV su Google,
  • Competitività,
  • Stagionalità.

Infine, tieni presente che le keyword devono avere una gerarchia all’interno del tuo sito web. Questa ne determina la posizione e l’uso all’interno delle pagine.

Foto di Rebrand Cities

Contenuti di qualità per portare traffico al sito web

Per molti anni, abbiamo dedicato tempo ed energie a scrivere contenuti seguendo scrupolosamente i criteri SEO, sperando di arrivare nella prima pagina di Google. La situazione attuale mostra un’inversione di tendenza legata al funzionamento del motore di ricerca e ai parametri più umani con cui Google determina il ranking. Oggi, è inutile o quasi cercare di assecondare l’algoritmo, l’obiettivo principale è ottenere l’attenzione e l’apprezzamento degli utenti attraverso contenuti di qualità.

Google ha investito enormi risorse nel potenziamento dei suoi algoritmi e nell’introduzione di nuove regole per valutare la qualità dei testi presenti nelle pagine web. Negli ultimi tempi, ha preferito concentrarsi su criteri qualitativi piuttosto che quantitativi.

Un’analisi recente sul modo in cui Google indicizza i contenuti web ha mostrato un notevole sviluppo nelle caratteristiche richieste per scalare il ranking. Per creare contenuti di valore, è essenziale tenere conto di vari aspetti focalizzati sull’utente.

  1. Leggibilità: Il testo deve essere completo, coerente e ben curato sia nella forma che nel contenuto. Testi troppo brevi o con errori ortografici e di punteggiatura non possono essere considerati di qualità per i lettori.
  2. Design Adatto ai Diversi Dispositivi: Per migliorare l’esperienza dell’utente, il design deve essere ottimizzato per vari dispositivi, come smartphone e tablet. Lo smartphone è il mezzo principale con cui navighiamo e interagiamo con i siti web.
  3. Parole Chiave: Non è più rilevante il numero di parole chiave presenti nel testo, ma come sono inserite nel contesto. È importante utilizzarle in modo naturale, evitando forzature che possano compromettere la fruibilità del testo.
  4. Backlink: Inserire backlink incoerenti con il tuo contenuto è poco utile. Google non valuta solo il numero di link verso una pagina, quindi è meglio focalizzarsi sulla scrittura di un buon testo per i lettori.
  5. Social Media: Google riconosce l’importanza dei social media e valuta positivamente i contenuti condivisi da un numero elevato di utenti, poiché la condivisione è un segno tangibile dell’apprezzamento dei lettori.

Hai bisogno di puntare su contenuti sostenibili che siano attraenti per Google nel breve e nel lungo termine. L’obiettivo è conquistare il pubblico con contenuti di qualità, non solo soddisfare gli algoritmi di ricerca.

Rispondere al search intent del target per aumentare il traffico al sito web

Il Search Intent rappresenta l’obiettivo finale di una persona che utilizza un motore di ricerca. Grazie agli algoritmi Google Hummingbird e RankBrain, il motore di ricerca è in grado di interpretare i risultati di ricerca in base all’intento, mostrando quindi i contenuti più pertinenti e in linea con ciò che l’utente sta cercando. Comprendere e ottimizzare i contenuti per rispondere al search intent è estremamente importante per il posizionamento SEO, ma anche per rendere il tuo sito interessante per gli utenti.

Per farlo devi tenere presente che esiste la:

  • Ricerca navigazionale: si ha quando l’utente cerca di raggiungere un sito specifico. Per esempio, cerca “Facebook” su Google, invece di digitare la URL.
  • Ricerca informazionale: include parole chiave come “come fare”, “cosa è”, “dov’è”, “perché fare” e simili.
  • Ricerca transazionale: l’utente la esegue quando vuole completare un’azione o una conversione specifica: comprare, iscriversi e simili.

Per massimizzare l’efficacia dell’ottimizzazione dell’intento di ricerca, è importante creare pagine di destinazione specifiche per ciascun tipo di intento: navigazione, informativo, transazionale e contenuti ottimizzati ad hoc. Utilizza tag Title, meta description e heading tag (h1 e h2) pertinenti per ogni intento.

L’intento di ricerca è una priorità se vuoi che la tua strategia SEO funzioni e ti permetterà di raggiungere un pubblico più vasto, aumentare il traffico qualificato al tuo sito web e migliorare le metriche di coinvolgimento, portando a un significativo aumento della qualità complessiva del tuo sito.

Gestire correttamente gli headings tag

Quando si tratta di utilizzare gli heading (h1, h2, h3) all’interno di una pagina web, la regola principale da seguire è quella di facilitare la lettura e la comprensione del testo per gli utenti.

Di solito, si usa un solo heading h1 per contenuto. L’h1 rappresenta l’headline di una pagina web, il titolo principale che cattura l’attenzione dei lettori. Se pensi che la tua pagina abbia bisogno di 2 o più H1, dovresti pensare di creare più contenuti.

Per gli altri heading (h2, h3, h4, h5, h6), puoi utilizzare liberamente il numero che ritieni necessario per strutturare il contenuto in modo chiaro per il lettore. Non ci sono regole rigide su quanti di questi heading utilizzare, ma l’obiettivo è sempre quello di facilitare la lettura e l’organizzazione del testo.

Come puoi gestire gli heading tag al meglio? Ecco qualche dritta!

  • Utilizza i titoli in ordine gerarchico: l’h1 rappresenta il titolo principale, gli h2 i titoli di sezione, gli h3 i sottotitoli e così via. Questo aiuta i lettori a capire la struttura del testo e la gerarchia degli argomenti trattati.
  • Cerca di non esagerare con il numero di heading: in un testo di media lunghezza, di solito non si supera il livello h4.
  • Struttura i paragrafi e i sottoparagrafi intorno a un singolo tema: una pagina web dovrebbe trattare un solo argomento principale, e i paragrafi e sottoparagrafi dovrebbero riguardare temi secondari relativi all’argomento principale.
  • Evita di saltare immediatamente da un h2 a un h5: seguire un ordine gerarchico coerente aiuta i lettori a comprendere la struttura del testo.
  • Fornisci informazioni preziose per gli utenti: sfruttare i paragrafi e i sottoparagrafi per inserire contenuti utili e pertinenti agli argomenti trattati.
  • Evita di sovraottimizzare gli heading: è possibile inserire keyword nei tag di intestazione, ma bisogna farlo in modo naturale e coerente con il testo. Google sta diventando sempre più bravo a capire il significato e l’intento di una pagina, quindi evitare di forzare eccessivamente le keyword.
  • Tieni conto dell’esperienza degli utenti: utilizzare gli heading in modo intelligente può migliorare l’esperienza di lettura e la navigazione del sito, incoraggiando gli utenti a leggere il contenuto completo e a tornare a visitare il sito in futuro.

Gli heading (h1, h2, h3) sono uno strumento per organizzare il contenuto e migliorare l’esperienza degli utenti sulla pagina web. Utilizzarli in modo accurato e coerente aiuta sia i lettori che i motori di ricerca a comprendere meglio il contenuto della pagina e la sua struttura. Non hanno un effetto diretto sul ranking di Google, ma possono influenzare positivamente l’esperienza degli utenti e contribuire al successo complessivo del sito.

Sfruttare i social per portare traffico sul tuo sito

I social media possono essere un potente strumento per incrementare il traffico di un sito web. L’ideale sarebbe progettare una strategia multi-channel in cui condividere contenuti strategici che rimandino al sito web.

Ti suggerisco qualche best-practice per aumentare la condivisione dei tuoi contenuti sui social:

  • Contenuti di Qualità: Pubblica contenuti originali, utili e rilevanti per il tuo pubblico di riferimento. Questo può includere articoli, guide, video, infografiche e altro ancora. Contenuti di alta qualità genereranno interesse e condivisioni, portando nuovi visitatori al tuo sito.
  • Ottimizza le Immagini: Le piattaforme social sono fortemente basate sull’immagine. Assicurati che le immagini siano attraenti, di alta qualità e ottimizzate per il caricamento veloce.
  • Utilizza Hashtag Pertinenti: Gli hashtag possono aumentare la visibilità dei tuoi contenuti, utilizza quelli rilevanti per il tuo settore e contenuto per raggiungere un pubblico più ampio.
  • Promuovi Articoli del Blog Esistenti: Condividi i tuoi vecchi contenuti in modo periodico. Questo può far rivivere articoli o risorse preziose che potrebbero essere sfuggite ai tuoi follower precedenti.
  • Pubblica in Orari Strategici: Osserva quando il tuo pubblico è più attivo sui social e pubblica in quegli orari. Questo aumenta la possibilità che il tuo contenuto venga visto e condiviso.
  • Crea Contenuti Interattivi: Sfida il tuo pubblico con domande, sondaggi, quiz o contenuti interattivi simili. Ciò aumenta l’engagement e incoraggia la condivisione.
  • Condividi Link Diretti al Tuo Sito: Ogni volta che pubblichi un nuovo contenuto sul tuo sito, condividi il link diretto ai tuoi social media. Assicurati che il post abbia un’anteprima accattivante per stimolare la curiosità degli utenti.
  • Utilizza le Storie: Le storie su Instagram, Facebook offrono un modo immediato per coinvolgere il pubblico.
  • Partecipa alle Conversazioni: Rispondi ai commenti, partecipa alle conversazioni relative al tuo settore e interagisci con il tuo pubblico. Ciò dimostra che sei attivo e interessato alla tua community.
  • Usa Call-to-Action Chiare: Includi call-to-action chiare nei tuoi post che guidino gli utenti a visitare il tuo sito. Ad esempio, “Scopri di più”, “Leggi l’articolo completo” o “Visita il nostro sito”.

Ricorda che ogni piattaforma social ha la sua dinamica e il suo pubblico. Adatta le tue strategie a ciascuna piattaforma e misura costantemente i risultati per capire cosa funziona meglio per il tuo pubblico e i tuoi obiettivi.

Conclusioni

Portare traffico al sito web è un insieme di attività complesse che richiede tempo e strategia.

Si parte dallo strutturare un sito web in modo coerente e facile da navigare per gli utenti e i motori di ricerca. Quando parliamo di SEO c’è sempre questa ambivalenza da tenere presente: da una parte dobbiamo lavorare pensando agli utenti, dall’altro dobbiamo pensare ai motori di ricerca e ai loro algoritmi.

Non è facile! Ma non è neanche impossibile!

Vuoi aumentare il traffico sul tuo sito? Allora corri sulla pagina dei miei Servizi Freelance e aggiudicati uno dei pochi posti per i miei servizi SEO!

Continua ad approfondire:

Lascia un commento