Come un artigiano può usare un blog per far crescere la sua attività

Nel 2021 ha ancora senso aprire un blog? In che modo un artigiano può sfruttarlo per la sua attività?

Nell’articolo di oggi andrò a rispondere a questo articolo e a proporti degli spunti utili su come gestire un blog che parli della tua attività artigianale.

Prima di iniziare, c’è bisogno di fare una premessa: gestire un blog richiede tempo ed organizzazione. Prima di aprirne uno, chiediti se avrai il tempo e la costanza per portarlo avanti.

Infatti, per vedere dei risultati c’è bisogno di essere costanti nella pubblicazione, oltre che di una strategia. Ma di questo parleremo più avanti nell’articolo.

Il blog serve ancora?

Nell’era dei social, i blog sembrano dei dinosauri prossimi all’estinzione. Eppure sono ancora uno strumento molto potente per farsi conoscere dai propri clienti.

Come ho già detto altre volte, sui social non abbiamo il controllo della situazione, dipendiamo da un algoritmo. Un blog lo gestiamo noi e quando abbiamo impostato una buona strategia SEO, possiamo avere risultati costanti e puntare a crescere. Dipende da noi.

Attraverso la creazione di un piano editoriale, possiamo andare a pianificare una strategia che ci aiuti a creare consapevolezza sul nostro settore e brand, a sponsorizzarci e a stabilire e rafforzare un legame con i clienti.

Il piano editoriale per definire il progetto dietro al blog

Il PED è uno strumento fondamentale se si vuole portare avanti un blog e raggiungere dei risultati. Infatti, all’interno di questo documento vanno riportati tutti gli obiettivi, i competitor, gli aspetti stilistici, il tono di voce, il tipo di contenuti che publicheremo, insomma, tutto quello che serve per portare avanti il nostro blog.

Quando si crea un piano editoriale, dobbiamo pensarlo come un documento da affidare ad uno sconosciuto, che attraverso la sua lettura dovrà essere in grado di prendere in mano il progetto e portarlo avanti come se fosse noi.

È molto importante, una volta stabilita la strategia, decidere la frequenza di pubblicazione e quindi un calendario di uscite.

Il calendario editoriale: quanto e quando pubblicare

Quanto pubblicare è una delle domande più ricorrenti che mi sento rivolgere in sede di consulenza.

Non c’è una risposta che vale per tutti.

Certo, più spesso aggiorniamo il nostro blog con contenuti originali, più probabilità abbiamo di attirare l’attenzione dei motori di ricerca e, quindi, di venir scansionati ed indicizzati più velocemente.

Quello che consiglio sempre è di pubblicare secondo le proprie possibilità, ma con costanza. 

Meglio un articolo al mese, ma che sia tutti i mesi, piuttosto che publicare tuti i giorni per una settimana, poi più niente per mesi.

La costanza è importante per vedere dei risultati apprezzabili. Per cui, prima di stabilire ogni quanto pubblicare, chiediti qual è la frequenza di pubblicazione per te sostenibile.

Puoi pubblicare anche un solo articolo al mese, purché sia costante, utile al tuo pubblico e di qualità.

Quando dovresti pubblicare?

Questo te lo diranno i dati relativi al comportamento del tuo pubblico.

Prova!

Analizza i dati relativi al traffico del tuo sito tramite Google Analytics e valuta quando sia meglio pubblicare. Ricordati sempre di avvisare la tua community sui social!

C’è un altro aspetto su cui voglio soffermarmi. Il tuo blog riguarda la tua attività artigianale. Puoi sfruttare le ricorrenze come il Natale, la Pasqua, San Valentino e simili se hai dei prodotti a tema o se decidi di lanciare delle promozioni. Altrimenti, non sei obbligato a pubblicare contenuti tematici solo per cavalcare il trend.

Tutto quello che pubblichi dovrebbe avere un motivo ed essere utile al tuo pubblico.

Con questo non sto dicendo che non devi augurare buon Natale ai tuoi clienti, ma magari accertati che lo festeggino. 

Tre tipi di contenuti per il tuo blog

Una volta decisa la parte strategica e stabilite le uscite, concentrati sul tipo di contenuti da creare.

Ci sono tre tipologie principali che fanno al caso tuo:

  • Il post awareness;
  • Il post promozionale;
  • Il post engagement.

Ognuno di questi post ha un obiettivo specifico e lo puoi inserire nella tua strategia per far crescere il tuo brand.

Il post awarness: crea consapevolezza nel tuo cliente

Il post awarness puoi declinarlo in più modi. L’obiettivo è creare consapevolezza nei tuoi clienti sul tuo lavoro e settore.

Un buon post che crea consapevolezza è quello in cui parli del tuo lavoro artigianale condividendo degli aspetti tecnici, usando il linguaggio tecnico e spiegandolo.

Spiegare i tecnicismi aggiunge valore alla tua comunicazione, perché aiuta il tuo cliente a capire di cosa gli stai parlando e allo stesso tempo lo educa al tuo lavoro. Il risultato finale è che sarà più consapevole del tuo lavoro e potrà farti da ambasciatore.

In che senso?

Un cliente che oltre ad essere soddisfatto del suo acquisto è anche consapevole del lavoro che c’è dietro, quando ne parlerà con altre persone, o scriverà delle recensioni, lo farà tenendo conto del processo produttivo che c’è dietro il prodotto. Questo porta ad avere una visione più ampia e di valore sul tuo operato.

La riprova sociale, ovvero la conferma di una nostra intenzione nel comportamento degli altri, è una delle leve della persuasione più potenti in ambito marketing. È alla base dell’utilizzo delle recensioni.

Costruire una community consapevole del lavoro che c’è dietro il tuo lavoro, farà sì che tu abbia dei clienti veramente consapevoli del valore del tuo prodotto e di conseguenza delle recensioni in grado di convincere anche le persone più indecise a convertirsi in clienti.

Il post promozionale

Il post promozionale parla del prodotto e dei servizi ad esso collegati.

Non vederlo come un vero e proprio post marchetta, ma come uno spazio in cui parlare in modo esteso del prodotto. Magari inserendo foto e video, opinioni dei clienti.

All’interno del post potresti condividerne la storia, il processo creativo, cosa rappresenta per te quel prodotto. 

Usa questa tipologia di post per avvicinare l’articolo al cliente, ma in modo nuovo rispetto ad una scheda prodotto.

In questo tipo di articolo puoi sperimentare nuovi modi di comunicare il tuo prodotto.

È importante in questo contenuto non perdere mai di vista l’utilità per il tuo target. Quindi, promuovi la tua attività ma nell’ottica di esse utile al cliente.

Il post engagement: l’arte di sapersi raccontare

Un’altra tipologia di post che può aiutarti a far crescere la tua attività è quella che coinvolge il target raccontandogli una storia: la tua.

Sì, hai capito bene. Non ti sto dicendo di far diventare il blog della tua attività il tuo caro diario. Ti sto consigliando di condividere il tuo percorso professionale, aneddoti legati al tuo lavoro o parti della tua vita, se vuoi, che hanno influenzato il tuo percorso professionale.

Racconta al tuo pubblico chi sei e stabilisci un contatto empatico, ma fallo sempre attraverso il tuo  lavoro.

Nel settore dell’artigianato, riuscire a stabilire un legame umano con i propri clienti conta molto perché, anche se hai un piccolo brand e non un personal band, il fattore umano è sempre molto presente. Le persone si relazionano prima con l’artigiano che crea il prodotto, poi comprano. 

Funziona così anche con noi freelance, le persone prima ci scelgono perché gli piacciamo da un punto di vista umano, poi professionale.

È indispensabile avere un blog?

Un’altra delle domande che mi viene posta spesso è se avere un blog sia indispensabile per la buona riuscita di un’attività artigianale che vuole promuoversi online.

No, non lo è.

Il blog può essere un ottimo strumento strategico per farsi conoscere, per creare consapevolezza sul proprio lavoro e i propri prodotti e per creare un legame con i propri clienti.

Gestirlo richiede tempo, perché scrivere gli articoli, correggerli e formattarli non è un lavoro che puoi fare in un’ora.

Quindi, prima di imbarcarti in quest’avventura pensaci bene.

Nessuno ti vieta di provarci e, se vedi che per te non è sostenibile, chiuderlo!

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