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Il piano editoriale è lo strumento che ti aiuta a definire la strategia dietro al sito web e al blog. Ti aiuta a organizzare il lavoro, i contenuti e ad avere una visione di insieme del progetto.
Il blog per un brand e per un personal brand è il luogo in cui creare consapevolezza intorno al proprio lavoro, raccontarsi e tenere aggiornato il proprio pubblico sulle novità del settore.
Tramite i tuoi articoli puoi raggiungere molti risultati diversi. Sfruttando le call to action puoi riuscire a vendere servizi, far richiedere preventivi o, semplicemente, ricevere un commento o nuovi iscritti alla tua newsletter.
Col piano editoriale, o PED, vai a definire esattamente quale sarà l’identità del nostro blog.
Che cos’è un piano editoriale?
Il piano editoriale è lo strumento attraverso il quale definire l’identità di un prodotto editoriale.
Nel caso di un blog, è un file in cui si riportano tutti gli elementi fondamentali alla definizione degli argomenti di cui si andrà a trattare e come.
Il PED ha una durata variabile.
Occupandomi di SEO ti consiglio di pianificare il tuo PED almeno su base trimestrale. Tre mesi sono il tempo minimo per iniziare a vedere i risultati di una strategia SEO.
Come creare un piano editoriale
Alla base di un piano editoriale c’è un’attenta analisi di:
- Settore;
- Competitor;
- Tematiche:
- Proprio business.
Sulla base di come si muove il tuo settore, chi sono tuoi competitor e quali sono i tuoi obiettivi di business, allora tirerai fuori dati utili per la tua strategia.
Dopo la fase di analisi devi tenere conto dei cinque punti cardine di un buon PED. Ovvero quegli elementi che ti permettono di definire la visione strategica di quanto andrai a fare.
Vediamo nel dettaglio i 5 punti cardine del piano editoriale per blog.
I punti cardine di un PED
Il piano editoriale si basa su 5 punti fondamentali: argomento centrale, target, stile e tono, quando e quanti articoli pubblicare e obiettivi.
Argomento centrale.
Di cosa vuoi parlare?
Un blog deve sempre avere un argomento centrale a cui poterne legare altri secondari.
Se ti occupi di grafica, parlerai di grafica; se sei un copywriter parlerai di copywriting e tematiche collegate. Se invece si tratta di un blog aziendale, parlerai dei tuoi prodotti e servizi e, magari li metterai in relazione alle tematiche principali del tuo settore.
Individuare l’argomento centrale è utile per definire tutti gli argomenti secondari che ti servono per espandere il principale e creare contenuti nuovi e interessanti per il tuo pubblico.
Target del blog e del tuo business
Qual è il tuo pubblico di riferimento?
Capire chi leggerà i tuoi articoli è il punto centrale per selezionare gli argomenti più interessanti e per definire come trattarli.
Per farlo si costruiscono le personas, utenti ideali e stereotipati che rispondono a determinate caratteristiche.
Per cui, il target di un blog sulla grafica sarà un appassionato o qualcuno che si trova nella condizione di aver bisogno di un lavoro di grafica.
Definire il pubblico di riferimento è la parte più importante di tutto il PED. Sapere quanto chi legge è competente in materia, istruito o che possibilità di spesa abbia, cambia il modo in cui scrivere e strutturare i contenuti.
Quando progetti il tuo piano editoriale e i tuoi contenuti, pensa sempre alle persone con cui vuoi entrare in contatto. Modella la tua comunicazione intorno alla tua identità e al tuo target. Non perderti in inutili tecnicismi ed esercizi di stile, se al tuo target queste cose non interessano.
Stile e tono di voce
Come lo scrivi? Che tono usi?
Lo stile e il tono, o TOV (tone of voice), di un blog personale sono più facili da definire. Puoi adottare la prima persona senza nessun problema e avere un tono caldo e informale.
Se sei freelance, a seconda del settore in cui operi, sarà meglio mantenere un tono informale, ma non colloquiale. Hai bisogno di comunicare la tua professionalità, ma anche di coinvolgere chi legge.
Per il blog aziendale, il discorso è molto più complicato. Si può optare per una prima persona plurale o per una terza singolare. Dipende da quanta distanza si vuole tenere dal proprio pubblico.
Il tono di voce è importante perché è quello che crea l’atmosfera tra le pagine del blog. Rappresenta proprio il modo in cui le persone sentono le parole quando le leggono.
Definire stile e tono di voce permette di poter cambiare autore senza stravolgere o perdere l’identità del blog. Ricorda che se l’identità del blog subirà un cambiamento, cambierà anche la percezione che le persone avranno di te o dell’azienda.
Quando e quanti articoli
Quando escono gli articoli? Quanti articoli fai uscire?
Questo è l’aspetto del piano editoriale che porta a confonderlo col calendario editoriale.
Nel PED puoi decidere il giorno in cui un contenuto può uscire, giusto per darti un’idea di quanto sarai presente online. La pianificazione di giorno e orario è però appannaggio del calendario.
Non ci sono un giorno e un orario perfetti per poter pubblicare i tuoi articoli. Devi controllare i flussi di traffico da Analytics o dagli strumenti che usi per analizzare il traffico al tuo sito.
Fai delle prove. Monitora e vedrai che sarà il tuo target e dirti quando pubblicare.
Se usi i social, chiedi ai tuoi follower quando preferiscono leggere i tuoi contenuti.
A seconda di quanto tempo hai a disposizione per scrivere gli articoli del blog, o di quanto budget hai per farli scrivere, decidi quanti articoli vuoi far uscire al mese.
Google è cambiato molto negli ultimi tempi e non c’è più bisogno di essere iperattivi. Puoi pensare di pubblicare anche un solo articolo al mese. Ma deve essere molto curato, senza errori, ben ottimizzato, coerente col resto del progetto e collegato al resto del sito.
Obiettivi che vuoi raggiungere col blog
Cosa vuoi ottenere?
Senza un obiettivo chiaro non possono esserci risultati.
Perché hai scelto di aprire un blog? Quali sono gli obiettivi che vuoi raggiungere?
Nella maggior parte dei casi l’obiettivo è la vendita dei tuoi servizi. Ma tu immagina di atterrare in un blog in cui ogni articolo è scritto per vendere. L’effetto televendita è assicurato.
Si può aprire un blog per vendere, ma anche per creare consapevolezza.
Soffermiamoci su questo punto.
Creare consapevolezza (awareness) non vuol dire solo fare divulgazione e parlare di temi centrali per il tuo settore. Vuol dire raccontare un servizio e spiegare quali problemi risolve, come lo fa e perché è importante non trascurarlo.
Quando parli del tuo settore, puoi farlo raccontando le tue esperienze lavorative, così permetterai al tuo target di conoscerti, di capire come lavori.
Su internet perdiamo molto l’elemento umano, che invece è centrale. Ogni persona prima di scegliere la competenza e la professionalità, sceglie la persona che c’è dietro. Raccontare come lavori non può aiutarti a farti scegliere.
L’obiettivo, insieme al target, è il secondo pilastro che regge il PED e tutta la strategia di brand.
Piano editoriale e calendario editoriale: quali sono le differenze
Mi preme fare chiarezza sulle differenze tra piano e calendario editoriale. Spesso vengono confusi e, purtroppo, molte persone vendono l’uno per l’altro. O peggio, vendono calendario editoriali per piani.
Il piano editoriale è uno strumento di pianificazione e strategia.
La pianificazione riguarda le tematiche, i canali, la scelta dei formati e volendo anche una pianificazione base dei giorni in cui pubblicherai su un canale o sull’altro.
Il calendario editoriale dovrebbe nascere dal piano. Una volta deciso cosa e come, si crea il calendario per stabilire a che giorno e a che ora un contenuto vada pubblicato. Tant’è vero che, se il ped di solito si realizza in Word, il calendario trova il suo habitat naturale in Excel.
Sono due strumenti fondamentali per seguire la strategia e vedere risultati, ma sono due cose diverse.
Il calendario può essere trascurato e non pianificato, ma il piano no.
Piano editoriale SEO: cos’è e a cosa serve
Il piano editoriale SEO comprende una lista di keyword primarie e secondarie da usare su base stagionale.
Io ho sviluppato un particolare tipo di piano, perché mi sono resa conto che nel tempo molti progetti rimangono fedeli alla strategia stabilita ma si perdono nella gestione del progetto in ottica SEO.
Il piano editoriale SEO per me deve contenere:
- Le keyword e la stagionalità di pubblicazione;
- Una previsione di link building interna sulla base della stagionalità delle keyword;
- Canali che verranno usati;
- Formati;
- Analisi dei competitor;
- Analisi di settore;
- Stile e tono di voce.
Molto spesso si pubblica con costanza contenuti basati sulla keyword research, ma non vengono collegati alle altre pagine del sito. Quindi ci si ritrova con questi articoli, a volte costruiti a regola d’arte, che non performano come potrebbero perché per Google risultano delle isole in mezzo al mare.
La link building interna, la connessione delle varie pagine di un sito tra loro, è un aspetto fondamentale della SEO. Trascurarla non fa bene al tuo progetto. È importante curare la link building interna perché letteralmente le strade che il tuo utente può percorrere per navigare il tuo sito web.
Conclusioni
Il sito web e il blog sono elementi molto importanti per un personal brand e per un brand. Se decidi di aprire il tuo, ti invito a pianificare bene ogni mossa, così che possa essere un’esperienza gratificante e, soprattutto, che porti risultati utili al tuo lavoro.
Per questo ti consiglio di lavorare al piano editoriale e, se non sai come fare, non hai tempo, non senti di essere capace di lavorarci in autonomia, dai un’occhiata al mio servizio dedicato.
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