Proofreading: elimina gli errori dal tuo testo

proofreading illustrazione

Oggi ho deciso di condividere con te i segreti di una buona correzione di bozze, il proofreading.

Molti artigiani decidono di scrivere da soli i propri testi, altri si affidano a persone come me.

Io ho creato il servizio “Cartamodello”, per creare testi su misura per te e i tuoi prodotti.

Ma voglio comunque aiutarti a raggiungere i migliori risultati possibili con la farina del tuo sacco.

Il proofreading è uno dei principali alleati di chi scrive. Ti aiuta ad evitare di pubblicare testi con errori che potrebbero crearti non poco imbarazzo.

Come dico spesso, l’80% del lavoro di scrittura consiste nel correggere quello che scriviamo.

Che cos’ è il proofreading

Il termine proofreading nasce in biologia, ma viene applicato in ambiti molto diversi tra loro.

In italiano, nel campo della scrittura, lo traduciamo con correzione di bozza.

Cos’è la correzione di una bozza?

Una caccia all’errore grammaticale, ortografico o di formattazione.

Come si fa proofreading: le prime fasi

Se stai pensando che la correzione di una bozza inizi dopo la prima stesura di un testo, sei un po’ fuori strada.

Puoi iniziare a lavorarci già dalla progettazione dell’articolo.

Crea la scaletta e scegli i titoli e come disporre i contenuti all’interno del testo in modo coerente.

Infatti, uno degli errori più comuni è quello di andare fuori traccia.

Prima di metterti a scrivere, chiediti:

  • Di cosa voglio parlare?
  • Quali sono le informazioni centrali?
  • Come è meglio disporle?

Una volta che hai trovato le risposte, crea una struttura e seguila.

Io preferisco creare una scaletta dettagliata.

All’interno segno i titoli e qualche frase che ne riassuma il contenuto.

Un consiglio: segnati le parole chiave del tuo testo e decidi come disporle.

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Photo by hannah grace on Unsplash

I passaggi intermedi del proofreading

Una volta scritta la prima stesura, leggila.

Appena finito di scrivere posso assicurarti che non vedrai la maggior parte degli errori.

Infatti, rileggere un testo poco dopo averne finita la stesura è più che altro un “leggere a memoria”.

Vuol dire che, anche se non te ne rendi conto, ti ricordi quello che hai scritto e quindi in questa fase è come se ti stessi ripetendo il testo a memoria.

Adesso, ti serve di capire se il tuo testo è coerente e se hai rispettato la scaletta.

Poniti queste domande:

  • Ho trasmesso il messaggio che avevo in mente?
  • Il mio testo è coerente?
  • Ho dato tutte le informazioni necessarie?

E se mentre leggi noti degli errori?

Correggi. Correggi sempre gli errori quando li vedi.

Finita questa rilettura stampa il testo.

Sì, hai letto bene, stampa il testo.

La lettura su carta ti permette di concentrarti al massimo e quindi di analizzare meglio il testo.

La lettura in digitale, invece, è più faticosa e frammentaria, ti stanca di più e ti fa vedere molti meno errori.

Mi rendo conto che stampare tutto quello che scriviamo, anche più volte, non è eco-friendly.

Se l’articolo è molto lungo puoi stampare due pagine per foglio, fronte retro e diminuire l’interlinea, così risparmierai spazio e quindi fogli.

Se ce l’hai, puoi provare ad usare un e-reader.

Infatti, questi dispositivi possono essere un buon compromesso, visto che la tecnologia alla base è stata studiata in modo tale da permettere alle persone di leggere senza affaticare gli occhi.

Le fasi finali del proofreading

La messa online del testo si avvicina. Manca davvero poco.

Quindi ora prendi tutto quello che hai scritto e dimenticatelo per un po’.

Sì, hai capito bene.

Per un po’ quanto? Il tempo di un panino?

Direi un po’ di più, qualche giorno!

Perché?

Perché più tempo passa, più dimentichi quello che hai scritto e ti approcci al testo con occhi nuovi.

Passato qualche giorno, inizia con la fase finale.

Ora, decidi da dove vuoi iniziare: errori grammaticali, ortografici o di formattazione?

Questa è la parte che a me richiede più concentrazione in assoluto.

Qui devi partire alla ricerca del singolo errore e ti consiglio di dividere in tre parti questa fase.

Ti potrà sembrare esagerato, ma potrai verificarlo facilmente: cercare prima tutti gli errori ortografici, poi i grammaticali ed infine quelli di formattazione, ti farà risparmiare tempo ed ottenere un risultato migliore.

Fatto questo: elimina il superfluo.

Togli dal tuo testo tutto quello che non serve.

Leggere in digitale è già abbastanza impegnativo senza che ci complichiamo ulteriormente la vita!

La seconda stesura

Ci sei. È quasi arrivato il momento della pubblicazione!

Ora puoi scrivere la seconda stesura con tutte le correzioni che hai apportato.

Sarebbe molto utile se tu potessi ripetere tutti i passaggi che ti ho menzionato sopra, anche per correggere la seconda stesura.

Se non hai più tempo, allora ti consiglio dei trick.

Il proofreding della seconda stesura.

Il tempo sta per finire e tu devi correggere la seconda stesura.

Non hai il tempo di dimenticarti del testo e tornare a correggerlo dopo qualche giorno.

Cosa fare?

Un buon modo di correggere un testo quando non abbiamo tempo è farlo leggere a qualcun altro. Due occhi diversi dai nostri troveranno più facilmente gli errori.

Se non hai qualcuno che possa leggerlo al posto tuo, puoi usare un lettore vocale.

Word, nella sezione Revisione, ha il tool “leggi ad alta voce”. Pages ha la stessa funzione in Modifica> Voce.

Ora sto per darti un consiglio per trovare gli errori ortografici, che potrebbe suonare un po’ strano.

Parti dall’ultima parola dell’articolo e leggi fino alla prima, parola per parola. Può sembrare folle e anche io quando me lo hanno consigliato sono rimasta perplessa. Ma posso assicurarti che funziona!

A questo punto cerca di formattare il testo al meglio e vai con la pubblicazione!

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Photo by Kaitlyn Baker on Unsplash

Conclusioni

Con questo articolo spero ti sia venuta voglia di dedicare molto tempo ed attenzione alla correzione dei tuoi testi.

Il proofreading è un lavoro impegnativo, ma necessario.

Sono sicura che leggendo online ti sia capitato spesso di notare degli errori e di aver storto il naso. A me capita spesso, a volte anche leggendo pezzi di professionisti affermati.

La svista è possibile, ma sarebbe meglio cercare di evitarla.

Se vuoi che sia io ad occuparmi dei tuoi testi, dai un’occhiata a “Cartamodello“. Il servizio con cui creo testi ottimizzati SEO che vestono a pennello il tuo progetto!

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