Scrivere per informare: uno strumento operativo per la scrittura online

scrivere per informare decorativa

Scrivere per informare è un manuale scritto a quattro mani da Riccardo Esposito, web writer, e Cristina Macarrone, giornalista, edito da Flacowski Editore.

L’obiettivo del manuale è quello di offrire due prospettive diverse sulla scrittura online: una è quella di un web writer, quindi di un professionista che nasce sul web e lì si muove e vive; l’altra è quella di una giornalista, che nasce offline e si adatta e cresce online.

Ammetto che questo libro mi ha fatta sentire a casa. Racchiude e sintetizza al meglio il mio approccio al lavoro di copywriter freelance. Infatti, io nasco come giornalista, ma mi evolvo in copywriter.

Scrivere per informare: partiamo dall’indice

Se andiamo a guardare l’indice, possiamo capire subito le affinità che ci sono tra il lavoro di web writer e quello di giornalista nell’era di internet.

Il libro è diviso in due e gli indici delle due parti coincidono quasi in tutto, tranne che per alcuni aspetti che riguardano le peculiarità di queste due professioni.

In entrambi i lati, trovano ampio spazio i consigli di Esposito e Maccarrone sul come gestire il processo che porta alla creazione di un articolo. Dalle fasi preliminari di recupero delle informazioni che ci servono, alla creazione della scaletta e la stesura dell’articolo.

Sono felice di sapere che anche loro dedicano tempo e cura alla correzione di quello che scrivono!

I punti dell’indice comuni ad entrambi i lati che più ho apprezzato sono le parti dedicate ai diversi tipi di contenuti che possono essere creati.
Perché? Perché aiutano a comprendere quanto il mondo della scrittura online e quello del giornalismo abbiano radici comuni. Infatti, molti contenuti che possiamo creare sono simili o gli stessi, solo che costruiti con prospettive diverse.

Già dall’indice possiamo capire che questo non è un libro che parla di scrittura e basta. Questo è un libro che ti apre nuovi orizzonti sul mondo della scrittura e che abbatte gli steccati tra chi “può ed è degno di dire che scrive per vivere”, i giornalisti e chiunque abbia una formazione tradizionale, e chi “gioca a scrivere per vivere”, chiunque lavori esclusivamente online.

Questo libro dovrebbe leggerlo chiunque nella vita voglia scrivere per vivere.

Scrivere per informare di Cristina Maccarrone

Questa parte del libro si apre con un primo capitolo, “Com’è cambiato il nostro lavoro”, in cui Cristina Maccarrone ci spiega come l’avvento di internet abbia modificato il mondo dell’informazione, rendendolo più istantaneo.

Poi, passa a “Cosa significa scrivere un articolo” e “Prima di scrivere un articolo”; in questi due capitoli, la giornalista ci spiega per bene cosa avviene prima della stesura di un articolo. Dallo studio del target e dei competitor al reperimento delle fonti e a quanti tipi di fonti esistono.

In “Diversi tipi di contenuti” si parla, invece, dei diversi tipi di articoli che un giornalista può scrivere e degli obiettivi che ognuno di essi ha. Ovviamente, si continua con “Headline, il centro del mondo” in cui si parla di titoli e di come strutturarli, soprattutto c’è un focus su tutti gli elementi di contorno, come l’occhiello e il catenaccio, che aiutano a dare maggiore rilievo e significato al titolo.

Un capitolo che ho apprezzato molto è quello sulle immagini: “L’importanza dell’immagine”, argomento che spesso viene trascurato. In questo caso, si parla di codice deontologico, Creative commons, scelta dell’immagine, inserimento di didascalie e crediti.

Qui voglio soffermarmi un attimo. Cristina Maccarrone, come poi anche Esposito nella sua parte, ci ricorda che un articolo viene indicizzato anche per il suo contenuto visuale. Questo spesso viene trascurato. I risultati per immagine possono portarci traffico, per questo dobbiamo prestare molta attenzione alla scelta delle immagini e ai diritti di utilizzo a loro connessi. Quando scegliamo le immagini dobbiamo verificare il tipo di licenza di utilizzo, se possiamo utilizzarle e con quali limiti.

Un’immagine di cui non deteniamo i diritti di utilizzazione, può penalizzarci moltissimo nella SERP.

Scrivere l’attacco di un articolo” è il capitolo che tutti noi copywriter dovremmo leggere ogni volta che non sappiamo come iniziare un pezzo. Poche semplici regole e qualche consiglio da chi ai testi si approccia in modo diverso da noi. Vedrai che cambierai subito prospettiva!

L’ottavo capitolo è “Scrivere e strutturare un articolo”, qui, come per il capitolo precedente, mi sento di dirti che va letto e riletto. Questo è l’approccio che uso io: quello giornalistico. Anche Maccarrone si concentra sulla scaletta dell’articolo e sulle fonti.

Io te ne ho parlato in questo articolo:

Ottimizzazione SEO e gestione dei contenuti” è il capitolo più digital di questa parte del libro e dà un’idea di quella che sia la SEO per un quotidiano. La SEO è sempre lo stesso insieme di procedure declinate in diversi contesti, ma quella legata all’informazione forse è leggermente meno complessa.

Come concludere un articolo online” offre diversi spunti ed esempi e aiuta a capire che chiudere un articolo, come aprirlo, è una faccenda complessa e bisogna trovare il proprio modo. Ci sono due strade percorribili che funzionano sempre: lasciare le informazioni meno rilevanti alla fine, oppure chiudere con una frase ad effetto, magari un virgolettato.

Il capitolo dopo, ci mostra che Maccarrone è sul web da abbastanza tempo da aver capito come gestire il proprio articolo, sia prima della pubblicazione, che dopo. Ce lo dimostra in“Prima di pubblicare e dopo che hai pubblicato”. Qui ci sono diverse buone pratiche per il proofreading. Parla di un aspetto che spesso per la fretta viene trascurato: il debuking. Ovvero, l’andare a mettere in dubbio e smentire, usando metodologie scientifiche, affermazioni false, esagerate o antiscientifiche.

Debuking: “denuncia della falsità e della natura antiscientifica di un’affermazione, un’ipotesi, una teoria, e simili.”

Dizionario Zanichelli, 2019

Dopo di che, parla dell’importanza di non abbandonare il proprio articolo nei mari di internet, ma di condividerlo sui social e partecipare al dialogo, cercando di creare una community. Certo, gestire il dialogo online non è semplice e ci vuole un certo allenamento, bisogna imparare a moderare i commenti e ad interagire con gli hater.

L’ultimo capitolo “Cosa è e come trattare un comunicato stampa”, ci parla dei comunicati stampa e di come andrebbero usati correttamente. La pratica comune è quella di prendere un comunicato e pubblicarlo così com’è, ma questo dà vita ad una serie di contenuti duplicati che a Google non piacciono e che quindi penalizza.

Scrivere per comunicare di Riccardo Esposito

Le due parti del libro sono molto simili tra loro. Ho dedicato ampio spazio alla parte di Maccarrone, qui mi limiterò alle differenze che potrai trovare in questa sezione rispetto all’altra.

Ovviamente, l’approccio allo scrivere per informare è diverso, Riccardo Esposito è un web writer e il tuo scrivere per informare non ha finalità giornalistiche. Le differenze non sono poi così spiccate.

Com’è cambiato il nostro lavoro” può sembrare un capitolo introduttivo strano quando si parla di professioni del web, ma anche loro hanno subito dei cambiamenti. Basti pensare all’avvento dei social network e alla loro ascesa.

Il capitolo parla di come funziona la lettura online, di come le persone leggano nella maggior parte dei casi solo il titolo e poco altro. Per questo tutti noi che scriviamo online dovremmo sforzarci di creare contenuti interessanti, attacchi che persuadano il lettore a scrollare e leggere.

Poi, riflette su dove le persone vanno a cercare le informazioni: sui social, per lo più. E sappiamo bene che mare magnum siano i social quando vogliamo informarci.

Infine, l’informazione ora viaggia principalmente su smartphone e anche l’utilizzo di questo device gioca il suo ruolo sul nostro modo di leggere ed informarci.

Un punto che per me è molto importante è che le professioni del web non hanno un vero e proprio codice deontologico, la deontologia del web writer passa per una serie di buone pratiche condivise.

Subito dopo abbiamo: “Cosa significa scrivere un articolo” e “Prima di scrivere un articolo”. Qui puoi capire subito le differenze col giornalismo. Un web wirter, un copywriter ecc. scrivono con obiettivi diversi, che siano di creare community o di portare ad una conversione e generare clienti. Qui lo studio del target e degli argomenti è mirato, molto specifico e approfondito. Il giornalismo ha come primo obiettivo informare e il suo è un pubblico molto vasto, quindi il target è molto meno definito. Per intenderci, un quotidiano non ha una buyer personas come la può intendere il marketing.

In “Prima di scrivere un articolo” si parla del reperimento delle fonti e della loro verifica, vengono offerti molti esempi e suggeriti strumenti per il fact checking che sono fondamentali per sbrogliare la matassa delle fonti online.

La scrittura online si basa molto sullo studio dei trend, delle ricerche stagionali. Studia il target per capire cosa cerca ed offrirgli contenuti che gli siano utili. Il giornalismo riporta quello che avviene nel mondo, magari i quotidiani locali dedicano più spazio alla cronaca e alla politica del territorio, ma di solito non c’è uno studio dei trend o del volume di ricerca di una keyword.

In “Diversi tipi di contenuti” si parla di come scegliere i contenuti da pubblicare e fra quali tipi scegliere. Diversificare le nostre uscite è importante tanto quanto il ritmo con cui pubblichiamo. La coerenza, però, ha un peso maggiore.

Qui sul mio blog avrebbe poco senso pubblicare post di puro intrattenimento. In un certo senso, il mio è un blog aziendale, non personale, e non credo che i miei lettori apprezzerebbero di trovarci una raccolta di barzellette. Anche perché io so solo ridere con le barzellette, non chiedetemi altro in proposito!

In “Headline, il centro del mondo” Esposito fa un’analisi di cosa sono i titoli, come usarli e del loro ruolo all’interno di un articolo. L’headline, o titolo, è il primo elemento che il lettore incontra. Il tag title, ovvero la parte blu del risultato di ricerca che Google ci restituisce, è un titolo fondamentale per la SEO, ma anche per il successo del nostro contenuto. Ai titoli va dedicata attenzione e tempo, perché aiutano a definire anche la struttura del nostro articolo.

Anche qui, come nell’altra parte, si parla degli elementi di contorno al titolo, come il sottotitolo, che può essere usato sia come spazio per fornire dati, sia per dare un’idea di quale sarà il taglio dell’articolo.

Esposito ci porta poi ad esplorare il mondo delle immagini per e sul web. “L’importanza dell’immagine” ci offre interessanti spunti di riflessione sulla scelta del contenuto fotografico per i nostri articoli.

Qui, ci tengo a sottolinearne uno: l’immagine non va usata per spezzare il muro di parole, se c’è l’esigenza di rendere il testo meno pesante, un’immagine non serve a nulla. Piuttosto, meglio correggere e riscrivere il testo.

L’immagine può essere esplicativa o decorativa e non deve andare a confondere il lettore, ma non deve mai essere usata per creare una pausa o spezzare il testo e renderlo più leggero. Non è questo il suo compito.

Il nostro viaggio nel mondo della scrittura per il web prosegue con: “Scrivere l’attacco di un articolo”.
La maggior parte delle persone condividono senza neanche leggere l’attacco della notizia, altrettante leggono solo l’attacco. Questo vuol dire che, dopo aver fatto il nostro lavoro con titolo, sottotitolo ed immagini, dobbiamo andare a lavorare di fino sul primo paragrafo, perché è lì che si gioca la partita.

Se il nostro attacco funziona, probabilmente il lettore leggerà anche qualche altro pezzo del nostro testo.

Non ti creare grandi aspettative, sembra che il numero degli utenti che leggono per intero un articolo, dall’inizio alla fine, sia solo il 5% degli utenti di internet. Insomma, poche migliaia di persone.

Scrivere e strutturare un articolo” non è un capitolo con i classici consigli di scrittura. Qui puoi trovare consigli e riflessioni su aspetti strutturali fondamentali di un articolo. Dalla creazione dell’URL, all’uso di citazioni e didascalie, scelta del font e liste puntate.

Dopo aver strutturato per bene il nostro articolo possiamo passare all’ottimizzazione e gestione dello stesso. In “Ottimizzazione SEO e gestione dei contenuti” si parla di SEO in modo esteso, non solo limitato alle keyword e al loro uso.

Viene affrontato il tema dei tag, che spesso vengono usati senza un’attenta pianificazione e rendono la fruizione dei contenuti laboriosa e frustrante.

Come concludere un articolo online” è l’ennesimo capitolo non prettamente legato alla scrittura. Esposito qui ci parla del box autore, importante sia per dar autorità a quanto scritto, sia per aiutare le persone a farsi un’idea di chi abbia scritto l’articolo e sulla base di quali competenze. Inoltre, in questo box va inserita anche una foto, così che oltre al nome, il nostro “web scrittore” possa avere anche una faccia.

Non solo, viene anche sottolineata l’importanza di fornire link utili per approfondire ulteriormente l’argomento.

Prima di pubblicare e dopo che hai pubblicato” è il capitolo in cui ci vengono dati tanti consigli su come condividere e creare altri contenuti online associati a ciò che scriviamo, compresi i canali per creare i propri podcast e le newsletter.

Riccardo Esposito ci saluta, infine, con le “Conclusioni”.

Conclusioni

Anche io ti saluto con delle conclusioni!

Di scrivere per informare potrei scrivere per ore, potrei stare qui a commentarlo pagina per pagina. Ma in questo articolo mi interessava offrirti un commento generale.

Prima di salutarti vorrei spendere due parole sugli autori.

Riccardo Esposito è una delle mie figure di riferimento nel lavoro che faccio e un web writer.
Lo seguivo già i primi anni di università, quando lavorare online, per me, non era nemmeno un’opzione.
Puoi leggere quello che scrive nel suo blog MySocialWeb, fonte inesauribile di spunti e chiarimenti!

Cristina Maccarrone ha scritto per molte testate giornalistiche nazionali, è una giornalista, brand journalist (scrive per i brand e sui brand), seo copywriter e formatrice. Prima di leggere il libro ammetto che non la conoscevo, l’ho iniziata a seguire su Twitter e ho scoperto una meravigliosa professionista, una persona umile e alla mano, che condivide molti contenuti interessanti.

Se vuoi leggere Scrivere per informare lo trovi sul sito di Enrico Flawkoski editore e su Amazon.

Ultima cosa, sul sito di Enrico Flawkoski Editore trovi anche “The Art of SEO”, la bibbia della SEO, tradotto in Italiano.

Per oggi è tutto, ti aspetto nei commenti.

Continua ad approfondire:

Lascia un commento