Migliora il tuo posizionamento con le keyword giuste

Una delle domande più frequenti che mi viene posta dagli artigiani è: come faccio a essere sicuro che i miei testi non siano uguali a quelli di un altro artigiano?

Il dubbio è legittimo.

Perché se fai il sarto, o il falegname, sei portato a pensare che le parole da usare siano solo quelle e sempre le stesse. Quindi, i testi per il tuo sito alla fine saranno la copia di testi che ho già scritto per altri clienti che fanno il tuo stesso mestiere.

Ma non è così.

Le keyword, o parole chiave, sono parole, o concetti, associate ai bisogni degli utenti che eseguono ricerche su Google.

Analizzarle e sceglierle in modo corretto ti permette di creare contenuti che rispondano alle esigenze del tuo pubblico.

Ogni artigiano ha il suo pubblico e il suo prodotto. Quindi no, non è possibile che i testi siano tutti uguali.

Andiamo a vedere perché.

La keyword primaria, le secondarie e le correlate

La keyword è strettamente legata all’argomento principale della pagina.

Ti faccio un esempio. Stai scrivendo la scheda prodotto di un paio di pantaloni, la parola primaria potrebbe essere “pantaloni”, che è molto generica.

Le secondarie sono di solito parole chiave derivate dalla primaria, che la contengono e ne ampliano il senso.

Nel nostro caso potrebbe essere: “pantaloni cinque tasche”, “pantaloni velluto”, “pantaloni tre quarti lino”.

Mentre le correlate non sono direttamente collegate alla parola principale ma ne ampliano il campo semantico.

Il campo semantico possiamo definirlo come la sfumatura di senso. Sono sinonimi, o termini che si collegano al tema principale.

“Calzoni” è correlata di “pantaloni”.

Le keyword hanno tre nature diverse, a seconda dell’intento di ricerca che nascondono.

Vediamo di cosa si tratta.

Keyword informazionali, navigazionali e transazionali

Una persona, prima di diventare cliente, fa un percorso: il customer journey.

Ognuno di noi lo fa, anche tu.

Parte dal momento in cui ci rendiamo conto che abbiamo un bisogno, passa per la ricerca, il confronto di vari prodotti, la scelta e l’acquisto.

Ad ognuno di questi momenti, corrisponde un tipo diverso di keyword.

Ad ognuno di queste keyword possiamo associare un contenuto strategico per trasformare la persona da utente in cliente e da semplice cliente in cliente fidelizzato.

Andiamo con ordiene.

Keyword informazionali

Sono tutte quelle parole chiave legate alle ricerche che compiamo quando vogliamo solo informarci.

“Dimensioni Colosseo”, “scrivania legno”, “pantalone sartoriale”, sono keyword informazionali, perché chiedono informazioni generiche sul prodotto.

Questo genere di parole chiave le usiamo per creare contenuti informativi sul nostro prodotto.

In che modo?

In modo persuasivo. Non un elenco di dettagli tecnici, utili, ma noiosi. Ma un coinvolgente testo in grado di mostrare alla persona che il nostro prodotto è proprio quello che sta cercando. È ciò di cui ha bisogno per risolvere quel problema che gli si è infilato in testa come un tarlo.

E adesso eccoci qui, ci siamo noi col nostro prodotto, che ha tutte le caratteristiche utili, che è facile da usare, di cui è facile prendersi cura. Usare il nostro prodotto rende più semplice la vita, la migliora e il prezzo è davvero un ottimo investimento.

E così via.

Col contenuto informativo, dobbiamo puntare a creare nell’utente consapevolezza di due cose:

  1. Che ha un problema;
  2. Che solo noi siamo in grado di risolverlo.

Keyword navigazionali

Le keyword navigazionali arrivano quando il nostro brand, la nostra marca, è già affermato o l’utente ha già navigato un po’ e si è informato, ha comparato varie soluzioni e ora torna a cercare in modo più specifico un prodotto.

Qualche esempio generico può essere: “scarpe Nike”, “libreria Ikea”.

Ho fatto esempi di grandi marchi per rendere più semplice capire cosa siano le keyword navigazionali, ma anche tu puoi avere le tue.

Non bisogna essere grandi brand, bisogna lavorare bene al proprio brand.

Se io decido di comprare un prodotto e sono indecisa tra due di diversi artigiani, la ricerca sarà tra artigiano A ed artigiano B, quindi marca A e B. Il marchio A o B puoi essere tu, anche se sei un piccolo artigiano.

Lavora bene alla costruzione della tua marca, non importa quanto tu sia grande in questo momento, hai sempre tempo per crescere.

Se il tuo prodotto è comunicato bene e vale, ha buone recensioni e appare tra i risultati di ricerca per le ricerche che lo riguardano, anche tu puoi avere le keyword navigazionali.

In fondo, si tratta del nome del tuo prodotto e del nome del tuo brand.

Keyword transazionali

Questo tipo di keyword viene usata nel momento in cui l’utente ha deciso di comprare e quindi inizia a fare ricerche che riguardano l’acquisto.

Le keyword transazionali riguardano: prezzi, costi, preventivi e simili.

“Mobile su misura preventivo”, “pantaloni sartoriali prezzo” possono essere dei validi esempi.

Intorno a queste parole chiave possiamo costruire contenuti che abbiano come call-to-action, spinta all’azione, proprio l’acquisto o la richiesta di un preventivo.

Le keyword transazionali vanno valutate esattamente come tutte le altre, senza dare per scontato che le persone cerchino sicuramente il prezzo o il preventivo o solo l’uno o l’altro.

Conclusioni

La strategia legata alla keyword research va sempre pianificata bene e ogni parola chiave va scelta attentamente sulla base di:

  • volume di ricerca;
  • difficoltà di posizionamento, ovvero, quanto sarà difficile arrivare tra i primi risultati di ricerca per quella keyword;
  • obiettivi che si vogliono raggiungere.

Le parole chiave hanno un ruolo importante nel posizionamento sui motori di ricerca, ma anche nella creazione di un brand. Vanno valutate e inserite all’interno di una strategia di marketing molto più ampia.

Sebbene le parole chiave siano importanti, per posizionarsi bene sui motori di ricerca c’è bisogna di una strategia SEO che punti all’ottimizzazione di tutto il sito web.

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